Da questa unità d’amore nasce, cresce e matura la comunità cristiana. Questa unità d’amore all’esterno della comunità si qualifica come testimonianza: l’amore tra i discepoli è evangelizzante, manifesta che loro sono i discepoli di Cristo e che Cristo è stato mandato dal Padre: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;  perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,20-21). È testimonianza che predispone ad accogliere la fede e che partecipa il dono della fede.

I cosiddetti sommari del libro Degli Atti degli Apostoli testimoniano proprio questo quando affermano: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati” (At 2,42-48).

La fonte di questo amore unificante e testimoniante è il costato trafitto del Cristo, è il suo corpo dato in sacrificio per noi e il suo sangue versato per la remissione dei peccati. L’Eucaristia è la fonte sacramentale dove, ogni domenica, possiamo nutrici dell’amore di Cristo e con questo amore amarci gli uni gli altri, crescere nell’unità e testimoniare al mondo con forza che Egli è il Messia mandato dal Padre, il Salvatore del mondo.