Continuando, Giovanni ci rivela ora come Dio ha concretamente amato ogni uomo, di ogni tempo, di ogni popolo. Dio ha amato concretamente l’uomo non dando qualcosa, nemmeno operando qualcosa, ma ha amato donandosi nel Figlio. Dio ha dato tutto se stesso, donando il Figlio Suo unigenito, che è la sua vita eterna (cfr. 1Gv 4,9).

È questo il grande amore di Dio per l’uomo. Dopo averlo creato dal suo amore, ora lo redime facendolo diventare sua vita nella sua vita eterna che è Cristo Gesù.

Cristo che è eternamente dalla vita del Padre, che è la vita eterna del Padre, distinta come Persona, unica come natura divina, è stato mandato dal Padre sulla terra per innestare l’uomo in questo mistero di vita eterna.

Ciò che è Lui, lo dobbiamo essere anche noi. Lui ci dona il suo mistero di vita. Qual è il suo mistero di vita? Essere sempre dalla vita del Padre, nella vita del Padre, per la vita del Padre.

Qual è ora il mistero dell’uomo? Essere sempre dalla vita di Cristo, nella vita di Cristo, per la vita di Cristo.

Una sola vita eterna, un solo mistero di vita eterna, una sola modalità per vivere la vita eterna che Gesù ci ha donato. O l’uomo vive così il mistero della vita eterna e allora ama, o non lo vive affatto e allora non ama.

Ma Giovanni va oltre: ci rivela le due verità essenziali dell’amore di Dio per noi.

La prima verità è che l’amore di Dio è solamente da Dio, dalla sua volontà, che precede l’uomo. L’amore in Dio ha il suo fondamento in Dio, non nell’uomo. Le motivazioni del suo amore sono solamente da ritrovarsi nell’amore e l’amore non ha ragioni, perché l’amore è dono totale di sé.

Come abbiamo visto Dio non ha ragioni per creare l’uomo, non ha ragioni per redimerlo, non ha ragioni per elevarlo, rendendolo partecipe della sua vita eterna, della sua divina natura, che è vita eterna. Tutto ciò non ha ragioni se non nell’amore. E le ragioni dell’amore sono l’amore stesso che si vuole donare. L’amore esiste per donarsi. È questa la sua essenza, la sua verità.