Ma come si rimane nel suo amore, come si persevera in esso, come mostrare a Lui il nostro amore?

Gesù l’ha ripetuto spesso: ama chi fa’ la volontà del Padre. Tra Cristo e il Padre c’è una perfetta comunione di Amore e di Volontà. Cristo fa sempre la volontà del Padre; è questo il segno del suo amore per il Padre. Il Padre fa sempre ciò che il Figlio gli chiede e questo è il segno che il Padre lo ama.

Così deve essere anche per noi: se veramente amiamo Dio facciamo la sua volontà. Se facciamo la sua volontà è segno che il suo amore è in noi, anzi che Egli vive in noi.

Dunque questo il principio da cui partire: fare la volontà di Dio. Questa la convinzione con cui ogni giorno il cristiano deve ripartire.

Ma sovente si obietta: come facciamo a conoscere la volontà di Dio?

La risposta a tale domanda esistenziale non è difficile in linea di principio: Dio ha manifestato la sua volontà nella Rivelazione. Tutto quello che è contenuto nella sua Parola, quella è sua volontà. Cioè nella Sacra Scrittura, nel Vangelo possiamo trovare con certezza la sua volontà.

Ma non è sufficiente sapere dove si può trovare la volontà divina, occorre conoscere questa Parola. È necessario, perciò, leggerla quotidianamente, meditarla molto frequentemente, imprimerla profondamente nel proprio cuore, farla diventare luce del nostro agire, criterio e norma delle nostre scelte.

Ma è necessario leggerla nella Chiesa e con la Chiesa, alla luce del Magistero ecclesiale, perché sono i pastori che hanno il ministero di confermarci nell’amore e nella fede, e sopra tutti il Santo Padre.

Solo dopo che abbiamo conosciuto la sua volontà, e già il desiderio e l’impegno a conoscerla è segno d’amore, possiamo concretamente decidere, con atto libero, se aderire alla sua volontà e al suo amore.

Dalla Sacra Scrittura impariamo che la volontà di Dio è volontà di bene, è volontà di salvezza e di redenzione. È volontà di comunione. Pertanto è estraneo alla volontà di Dio ogni male, di qualsiasi tipo e genere. Il male Dio né lo vuole né lo opera. Da Dio viene solo il bene, anzi Lui è l’unico bene dell’uomo.

Parlando dell’amore di Dio, non possiamo non soffermarci, anche se brevemente, sulla questione della presenza del male nel mondo. Se Dio è amore – molti obiettano – perché c’è il male? Per alcuni, poi, tale presenza è uno scacco che ostacola la loro adesione a Dio. Una domanda angosciante che sembra gettare un’ombra di dubbio sulla bontà di un Dio che si è rivelato come Amore.

Il fatto è che sovente s’imposta in maniera errata il problema: si parte dal cuore di Dio per comprendere il male del mondo. Invece, bisogna, partire dal cuore dell’uomo, creatura che Dio ha creato nella libertà, libera di scegliere anche contro la sua volontà: Dio, piuttosto che negarci la possibilità di amarlo sempre più intensamente, ha preferito lasciarci liberi di scegliere anche ciò che non è sua volontà. Questo è il male: scegliere contro la sua volontà che è il solo bene per l’uomo e per il cosmo intero.

Per fare la volontà di Dio è necessaria la certezza che viene dalla fede sorretta dalla speranza: avere la certezza che nel compimento di questa volontà stanno la vera salvezza, la vera pace, la vera gioia, il vero bene del mondo.