Dio vuole essere amato sopra ogni cosa e ogni cosa va amata dall’interno del suo mistero d’amore. Questo perché fuori di Dio, che è l’unica sorgente dell’amore, non si dà autentico amore. Perché l’amore che siamo chiamati a corrispondere a Dio, e, in Lui, ad ogni creatura, è il suo stesso amore, che ha effuso, per primo, nei nostri cuori.

Proprio per questo Dio va cercato e amato con quella libertà che lui stesso ci ha dato già nella creazione e ha risanato nella redenzione. Egli, che ci comanda di amarlo, non ci costringe e non ci impone l’amore, ma attende che, aderendo alla sua grazia con volontà libera e coscienza consapevole, lo amiamo con un atteggiamento di adorazione e servizio, e con una disposizione di obbedienza e abbandono alla sua volontà.

Infatti, l’espressione “amare con tutto il cuore” significa con la totalità di tutto il nostro essere, con la totalità della nostra volontà. Significa fare di lui il centro del nostro cuore, della nostra vita, della nostra persona. La totalità esige la radicalità della scelta e la perseveranza fino alla fine.

Il permanere in questa disposizione consente all’amore di Dio di crescere in noi, di sviluppasi fino alla sua perfezione, per quanto è possibile ad una creatura che, pur orientata a Dio, è sempre condizionata dal suo essere nel mondo, dal suo vedere per fede.

Più si progredisce nella via dell’amore, più si stabilisce tra noi e Dio uno e trino un vincolo d’amore. Più Egli si compiace di essere tutto per noi, e ancor più per grazia ci fa entrare nel suo mistero nascosto, e più ci unisce a sé facendoci simili a Lui nell’amore.